La segnalazione dei volontari del Canile Made in Friuli
Il benessere degli animali e il futuro delle adozioni al centro di un appello urgente alla Regione. L’associazione Amici della Terra-FVG/ODV ETS ha inviato una segnalazione all’assessore regionale alla Salute e Protezione Civile, Riccardo Riccardi, e ai vertici della Direzione Centrale Salute, denunciando la situazione che si sarebbe venuta a creare nel canile convenzionato “Made in Friuli” di Porpetto.
A preoccupare i volontari sono soprattutto le nuove limitazioni agli orari di accesso, introdotte dallo scorso aprile. Secondo l’associazione, le disposizioni avrebbero ridotto in modo drastico le fasce in cui i volontari possono operare all’interno della struttura, concentrandole in pochi momenti pomeridiani durante la settimana e nella sola mattinata del sabato. Una scelta che, secondo Amici della Terra-FVG, rischia di avere conseguenze pesanti sia sugli animali ospitati sia sulle possibilità di adozione.
“Orari penalizzanti per volontari, cani e adottanti”
A lanciare l’allarme è Gabriella Giaquinta, presidente di Amici della Terra-FVG, che definisce le nuove restrizioni “estremamente penalizzanti”. Il problema, spiega l’associazione, riguarda sia l’organizzazione dei volontari sia la gestione quotidiana dei cani.
“Gli orari pomeridiani coincidono con le ore più calde e con la distribuzione del cibo, momenti in cui i cani non dovrebbero essere agitati da visite esterne. Inoltre, la maggior parte dei volontari lavora e non può garantire la propria presenza in orari così ristretti. Il risultato è un sovraffollamento insostenibile il sabato mattina, che impedisce una serena interazione con gli animali. A scapito degli eventuali adottanti e degli animali stessi.”
Il rischio per i cani più difficili
Il ruolo dei volontari, sottolinea Amici della Terra-FVG, non riguarda soltanto le uscite o la presenza in canile, ma rappresenta una parte essenziale del percorso di socializzazione e recupero degli animali. Questo vale in particolare per i cani più complessi, come pitbull, amstaff e altri soggetti problematici, che hanno bisogno di tempo, continuità e interazioni controllate per poter migliorare il proprio comportamento e aumentare le possibilità di trovare una famiglia.
Senza un supporto costante, avverte l’associazione, il percorso di recupero rischia di rallentare o interrompersi. A farne le spese sarebbero soprattutto gli animali che hanno maggiormente bisogno di stabilità, attenzione e relazione con persone preparate.
Meno adozioni e più costi per i Comuni
Le restrizioni, secondo i volontari, potrebbero avere effetti anche sul numero delle adozioni. Fasce orarie troppo limitate rischiano infatti di scoraggiare i potenziali adottanti, spesso impegnati con il lavoro proprio negli orari previsti per l’accesso alla struttura.
Il timore è che i cani restino più a lungo in canile, con un doppio effetto negativo: da un lato una permanenza prolungata per gli animali, dall’altro un aumento dei costi a carico dei Comuni convenzionati. Ogni mancata adozione, ricorda l’associazione, si traduce infatti in una spesa che continua nel tempo per la collettività. Amici della Terra-FVG evidenzia come, negli anni, il contributo dei volontari abbia favorito un alto numero di affidi, dimostrando il valore concreto del lavoro svolto accanto alla struttura.
L’appello: “Si torni al dialogo”
L’associazione chiede ora un intervento della Regione per ripristinare modalità di accesso considerate più funzionali e compatibili con le esigenze degli animali, dei volontari e degli adottanti.
“Il volontariato è una risorsa preziosa per la comunità e per gli animali”, conclude Giaquinta. “Senza una gestione flessibile e rispettosa del ruolo dei volontari, a pagare il prezzo più alto saranno i cani e le casse dei cittadini. Chiediamo che si torni a un dialogo costruttivo per il bene di tutti”. La richiesta è quindi quella di riaprire un confronto tra le parti, per trovare una soluzione che consenta di tutelare il benessere degli animali e garantire il buon funzionamento del sistema delle adozioni.
