Sequestro di abbigliamento al mercato di Monfalcone.
Proseguono i controlli della Polizia locale di Monfalcone sul territorio, che questa mattina hanno interessato il mercato cittadino del mercoledì, con particolare attenzione per i prodotti maggiormente venduti con l’avvicinarsi della stagione estiva. L’operazione odierna si inserisce nel solco delle verifiche costantemente effettuate dagli agenti del Comando cittadino, che la scorsa settimana avevano portato al sequestro di oltre 200 capi di abbigliamento.
Nel corso di un sopralluogo presso un banco gestito da un cittadino indiano, la Polizia locale ha riscontrato diverse irregolarità legate all’etichettatura dei capi esposti in vendita. L’attività si è conclusa con il sequestro di 187 articoli – tra vestiti e maglie – risultati non conformi alla normativa vigente. In particolare, 105 indumenti erano privi dell’etichetta obbligatoria indicante il produttore oppure riportavano indicazioni non in lingua italiana, mentre altri 82 risultavano completamente sprovvisti di etichettatura.
Un aspetto tutt’altro che secondario, anche sotto il profilo della tutela della salute in quanto i prodotti tessili non conformi al Regolamento dell’Unione Europea possono infatti provocare allergie e irritazioni cutanee perchè spesso realizzati con materiali o coloranti non certificati. Ulteriore violazione riscontrata riguarda la mancata indicazione, da parte del titolare, di merce usata, impedendo ai consumatori di effettuare una scelta consapevole.
Considerato che il regolamento del mercato settimanale vieta la vendita di indumenti usati, per tutte le violazioni accertate al venditore sono state comminate sanzioni per un importo complessivo di 2.000 euro.
“Chi aggira le norme altera la concorrenza e danneggia il commercio regolare”.
“L’operazione al mercato settimanale conferma l’attenzione costante dell’Amministrazione e della Polizia locale nel presidiare il territorio e contrastare l’illegalità – dichiara il consigliere delegato alla sicurezza e europarlamentare Anna Maria Cisint. Non è accettabile che vengano messi in vendita prodotti non conformi alle norme, senza le necessarie garanzie per i consumatori“.
“Si tratta anche di un comportamento scorretto nei confronti degli acquirenti, ai quali non è stato chiaramente indicato che i capi fossero usati, impedendo così una scelta pienamente consapevole – continua Cisint – . Parliamo non solo di rispetto delle regole, ma anche di tutela della salute pubblica e di contrasto agli illeciti commerciali. Chi aggira le norme altera la concorrenza e danneggia il commercio regolare. I controlli proseguiranno con determinazione anche nelle prossime settimane”.
