Blitz dei carabinieri nelle prime ore di questa mattina al termine di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Udine. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Udine hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di cinque persone italiane di etnia sinti: per quattro è stata disposta la custodia in carcere, mentre un quinto indagato è stato posto agli arresti domiciliari.
Il provvedimento, firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Udine, riguarda un gruppo ritenuto responsabile di una serie di furti in abitazione messi a segno all’inizio del 2026 tra la provincia friulana e alcune aree del Veneto.
Le indagini partite da una serie di colpi ravvicinati
L’attività investigativa ha preso avvio dopo una sequenza di furti avvenuti in un ristretto arco temporale e caratterizzati da modalità operative simili. Un elemento che ha portato la Procura a concentrare l’attenzione su un possibile gruppo organizzato.
Determinante, in particolare, un sopralluogo effettuato nei primi giorni di gennaio in un’abitazione a Varmo, dove sono emersi indizi utili a indirizzare le indagini verso il sodalizio finito oggi al centro delle misure cautelari.
Quando e come agivano.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il gruppo agiva soprattutto nelle ore serali e nei fine settimana, approfittando dell’assenza dei proprietari. Dopo aver forzato porte o finestre, gli indagati si introducevano nelle abitazioni puntando a oggetti di valore facilmente trasportabili: gioielli in oro, contanti, orologi, ma anche dispositivi elettronici e capi di abbigliamento.
Gli investigatori hanno evidenziato una certa organizzazione e capacità operativa, con accorgimenti come il cambio frequente delle auto utilizzate per i colpi, nel tentativo di eludere eventuali controlli.
I colpi tra Friuli e Veneto.
Fondamentale è stato il lavoro di raccolta e analisi degli elementi: dai rilievi effettuati sui luoghi dei furti allo studio dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, fino al monitoraggio costante dei movimenti degli indagati.
Questo insieme di attività ha permesso di ricostruire il presunto coinvolgimento del gruppo in circa 13 furti in abitazione commessi nel gennaio 2026. I colpi sono stati registrati nei comuni di Varmo, Fiumicello – Villa Vicentina, Cervignano del Friuli, Codroipo, Basaldella, San Giovanni al Natisone e Trivignano Udinese, oltre che in alcune località del Veneto, tra cui San Michele al Tagliamento, Spresiano e Maserada sul Piave.
Alla luce degli elementi raccolti, gli inquirenti hanno delineato un quadro indiziario ritenuto grave, ora condiviso e validato dal G.I.P. del Tribunale di Udine con l’emissione delle misure cautelari. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità o episodi riconducibili allo stesso gruppo.

