La XIV Borsa Internazionale Mirabilia si è chiusa a Udine con un bilancio oltre le aspettative, confermando il Friuli Venezia Giulia come una piattaforma strategica per la promozione del Made in Italy d’eccellenza. Dall’agroalimentare al turismo esperienziale, passando per il patrimonio culturale e le nuove opportunità legate all’innovazione, la manifestazione ha trasformato per tre giorni Udine in un punto d’incontro tra imprese italiane e mercati internazionali.
Quasi 500 delegati tra vertici camerali, buyer internazionali e seller provenienti da tutta Italia hanno preso parte alla quattordicesima edizione della Borsa, che ha generato anche un importante indotto per il comparto dell’accoglienza. Le strutture ricettive hanno registrato presenze ben oltre il solo capoluogo friulano, a conferma della capacità dell’evento di produrre ricadute immediate sul territorio.
Un risultato sottolineato dal presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, che ha parlato di un appuntamento capace di unire visione e concretezza. «Mirabilia è stata un successo perché ha saputo unire la riflessione alta su temi fondamentali come cultura e innovazione alla concretezza del lavoro e degli affari», ha commentato Da Pozzo. «Il nostro obiettivo come Camera di Commercio è dare strumenti reali alle imprese per stare sul mercato e questo appuntamento ha centrato il bersaglio. Possiamo dire di aver segnato un gol pesantissimo a favore del sistema economico locale e nazionale, consolidando un modello dove la bellezza si trasforma anche in fatturato e occupazione».
Da Aquileia a Cividale, il patrimonio culturale diventa motore economico
La tre giorni si era aperta lunedì con lo study tour istituzionale che ha portato presidenti e segretari generali delle 22 Camere di Commercio del network Mirabilia alla scoperta di alcuni dei luoghi simbolo del Friuli Venezia Giulia. Dai mosaici di Aquileia alla città stellata di Palmanova, fino alle testimonianze longobarde di Cividale, il percorso ha messo al centro il valore del patrimonio culturale come leva di promozione e sviluppo.
Martedì, il convegno inaugurale moderato da Tessa Gelisio ha aperto il confronto sui grandi temi che oggi attraversano turismo, cultura e impresa. Tra gli argomenti affrontati, il ruolo dell’intelligenza artificiale come “bussola digitale” e quello della cucina italiana, candidata a patrimonio Unesco, come driver di export e racconto identitario del Paese.
Al centro, l’idea di un turismo sempre più esperienziale, capace di mettere in dialogo radici e futuro, tradizione e innovazione, territori e mercati globali.
Oltre 2.500 incontri B2B in 48 ore
Il cuore operativo di Mirabilia è stato il padiglione 6 di Udine Esposizioni, dove in quarantotto ore si sono svolti 2.500 incontri B2B one to one. Numeri che fotografano la dimensione concreta dell’evento: 1.192 appuntamenti dedicati al comparto Food e 1.296 focalizzati sul Turismo.
Sono state oltre 300 le aziende seller italiane coinvolte, di cui 53 provenienti dai territori di Pordenone e Udine, chiamate a confrontarsi con più di 100 buyer internazionali. Una platea globale composta da mercati consolidati come Stati Uniti, Canada, Francia, Germania e Spagna, ma anche da Paesi emergenti o meno abituali per molte imprese italiane, tra cui Sudafrica, Brasile, Argentina, Giappone, Corea del Sud, Messico, Armenia, Georgia e Uzbekistan.
È proprio questa apertura internazionale ad aver rappresentato uno dei punti di forza dell’edizione udinese: non soltanto una vetrina, ma un’occasione concreta per avviare rapporti commerciali, testare nuovi mercati e valorizzare prodotti e servizi che raccontano il saper fare italiano.
Le imprese: “Qui incontri buyer davvero interessati”
La soddisfazione è emersa anche dalle voci degli operatori che hanno partecipato alla Borsa. Per Marco Alberti, della storica La Casa del Prosciutto di San Daniele, Mirabilia si distingue dalle fiere tradizionali per la qualità del dialogo con i buyer. «A Mirabilia si respira un’aria diversa. Qui trovi buyer realmente interessati, professionisti che hanno il desiderio e, soprattutto, il tempo di ascoltare la storia che c’è dietro un prodotto d’eccellenza. Potersi sedere e conoscersi davvero è ciò che fa nascere collaborazioni durature», ha spiegato.
Una valutazione condivisa da Francesca Bon, titolare dell’Hotel Ai Dogi di Palmanova e presenza storica della manifestazione, alla quale partecipa fin dalla prima edizione udinese di dieci anni fa. «Partecipare a ogni singola edizione mi ha permesso di vedere crescere questa rete», ha raccontato. La titolare dell’hotel ha evidenziato i contatti avuti con buyer provenienti da Usa, Canada, Giappone e con una nutrita delegazione ungherese interessata a pacchetti su misura. «Mirabilia è un momento in cui il territorio si presenta unito e riconoscibile, con una forza che il singolo operatore non potrebbe avere», ha aggiunto.
Dalla gubana al cioccolato, la narrazione dei prodotti diventa decisiva
L’edizione udinese ha rappresentato un’opportunità anche per chi partecipava per la prima volta. È il caso di Adelia Di Fant, produttrice di cioccolato artigianale, che ha definito la scelta di prendere parte alla Borsa una decisione vincente. «La qualità delle opportunità di business è alta e ho avuto la possibilità di scoprire mercati nuovi e nicchie di consumo», ha spiegato.
Sulla stessa linea anche Jessica Dorbolò, del noto marchio di gubane, che ha trovato nei buyer internazionali una platea curiosa e aperta alla scoperta dei prodotti tipici del territorio. «Molti buyer non conoscevano il nostro prodotto tipico, tranne uno che cercava esattamente questa eccellenza», ha raccontato. «È la prova che dobbiamo lavorare sulla narrazione del prodotto, perché una volta scoperto, il nostro saper fare non ha rivali».
Parole che confermano uno dei temi centrali emersi durante la manifestazione: per competere sui mercati mondiali non basta proporre prodotti di qualità, ma serve anche raccontarne l’origine, il legame con il territorio, la tradizione e il valore culturale.
Il testimone passa a Bari per l’edizione 2027
Tra le aziende soddisfatte anche la casa vinicola Rosaro, rappresentata dall’export manager Nadia Lamilia, che ha sottolineato il valore del networking creato durante la Borsa. «Si sono aperte porte inaspettate e la qualità del dialogo commerciale è stata eccellente», ha spiegato. «Mirabilia ti permette di entrare in un circuito di relazioni che va oltre il singolo ordine: ci siamo già segnati in agenda l’edizione di Bari per il prossimo anno per non perdere questo slancio».
Con la chiusura dell’edizione udinese è avvenuto anche il passaggio ufficiale di testimone: Mirabilia 2027 approderà a Bari, raccogliendo l’eredità di una Borsa che in Friuli Venezia Giulia ha saputo mettere insieme cultura, impresa, turismo e internazionalizzazione.
Per Udine e per il territorio regionale resta il segno di un appuntamento che ha dimostrato come il patrimonio culturale, quando viene collegato alla capacità produttiva e alla qualità dell’accoglienza, possa diventare economia reale. Una bellezza che non resta soltanto da ammirare, ma che genera relazioni, opportunità, fatturato e nuove prospettive per le imprese.
